LETTERA A BABBO NATALE E BUONI PROPOSITI PER L’ANNO NUOVO

Premetto di aver “preso in prestito” e rielaborato questa letterina dalla pagina di una mia amica di Fb (Grazie mille Angela Denise V.)

Ma questa è la mia letterina a Babbo Natale

“Caro Babbo, prima di scriverti ci ho pensato. Ci ho pensato bene perché so perfettamente che non esisti e che sei una trovata commerciale, come so che non esiste nemmeno un Padre Celeste sopra le nostre teste o uno Spirito Santo (esiste solo il “di-vino” ma questo è un altro discorso) ma dato che questo è l’anno della mia rivoluzione umana, e che ho deciso di porre in atto una controtendenza, ho pensato di fare la ribelle e buttare giù due righe. Spero le leggerai e mi vorrai esaudire.
Non sono mai stata una di quelle donne da borsa Louis Vuitton. O meglio ancora da borsa Livorno (per citare il Sig. Distruggere Vincenzo Magistro e le sue pancine). Non sono una da grandi marche -anche se Chanel e Dior mi garbano assai- ma quelle oramai le hanno tutte ed io mi voglio distinguere.
Non sono una da scarpe Hogan, che si, mi piacciono, ma preferisco sempre le adidas Gold Copper (solo che anche per quelle devo aspettare un attimo).
Non desidero neanche che tu mi porti qualcosa di Gucci. Non sono una da Gucci. Non ho mai avuto niente di Gucci, tranne gli occhiali da vista e li ho pure persi andando in Bosnia 2 anni fa (andavo a pellegrinare ma questa è un’altra storia) e questo vuol pure dire qualcosa nella mia testa: vuol dire che devo cambiare marchio e metterci una bella pietra sopra per dedicarmi ad altro.
Non sono neanche da bracciale Pandora, se proprio ne vogliamo parlare. Ne possedevo uno ma lo scorso anno mi sono entrati i ladri in casa e me lo hanno fottuto insieme al resto, quindi addio pure a quello e non ne voglio più sapere (dopo 400euro di charms buttati al vento). Perché i charms costano come un organo al mercato nero, e la lega non è nemmeno pura. Diciamocelo pure. 
Ma non sono neanche una da Bimby o da Folletto. Bimby soprattutto, perché è vero che io non so cucinare ma non saprei cucinare comunque con un cacchio di Bimby da 1300euro in cucina, e quindi chi se ne fotte del Bimby. Andrò al giappo a mangiare o mi farò un panino col salame. Che quello è tutta salute e ne guadagno pure in sorrisi.
Badate bene, non critico chi li ha, non me ne vogliano perciò le donne leggendo queste mie righe. Non tutte le donne intendo anche se so che ce ne sono tante  in giroche si farebbero in quattro per una delle cose che ho citato prima e che ora mi scanneranno per aver scritto che io sono contro. Ma io sono fatta cosi, non è per distinguermi dalla massa che lo dico (perché io sono come tutti) ma perché quest’anno vorrei altro. Non queste cose.
Tu mi dirai Babbo: “ma allora che mi scrivi a fare? Cosa vuoi da me?”. E ti rispondo. 

Io desidero davvero tanto che tu mi possa regalare l’uguaglianza di pensiero. Che è una frasona di quelle cool che mi sono messa in bocca dopo averla letta in uno status di facebook ma che condivido pienamente. Perché la sento. E la voglio far mia.
Voglio anche che tu riesca a scacciare i miei sensi di colpa e i miei demoni una volta per tutte. Vorrei un 2018 senza demonio. 

Credi sia possibile? Inoltre vorrei avere del tempo per me stessa. E che quel tempo non mi sembri rubato a mio figlio o a chissà quali altri cazzi di personaggi della mia vita.
E desidero per me riconoscenza. Sì, riconoscenza. Non essere scontata insomma. Cioè non vorrei che io fossi quella sempre “forte, intelligente, che sa andare avanti, che ne viene fuori, che dovrebbe essere responsabile“. Vorrei che qualcuno dicesse solo: “Tieni, ti do una mano se hai bisogno”. O anche solo “Grazie Giada per esserci nonostante tutto”.
Perché poi, volendo dirla tutta e parlando di uomini, mi devo confessare: non cerco un uomo che mi dia l’anello di fidanzamento. A me non frega più niente della la storia dell’anello e blablabla. Ne ho ricevuti 4 nella mia vita. E le storie mi sono andate tutte male. E non ci voglio nemmeno pensare perché quando li avevo ricevuti, come una cretina avevo fatto pure “Oh” tenendo la bocca spalancata e rimirandomi il ditino per ore (specie con la fedina di diamanti di Salvini, pagata dal mio primo fidanzato con due reni). Quindi non voglio anelli. Gli unici anelli che vorrei sono quelli di pesce o di cipolla fritta. Quelli mi fanno impazzire. Ma per quelli posso andare al Mc e via. 

Io vorrei solo che tu mi faccia incontrare un uomo su cui contare e per cui conterò veramente. Senza riti. Salamelecchi e contorni vari. Uno di quelli che mi possa dare una spalla su cui piangere o uno a cui poter dare la mano e sentirmi felice di non aver niente ma di aver niente in due. Questo vorrei. Lo vorrei tanto.
Considera poi, che se devi donarmelo, lui deve mangiare. Perché di mio mi piace mangiare, mi piace il dolce e mi piace pure il salato. Mi piace mangiare, dannazione, e vorrei che il mio uomo fosse di bocca buona e mi dicesse “vieni, ti ho fatto il pane oggi”. Perché il mio sogno è aprire un panificio, e il pane per me è AMORE. E da lui AMORE vorrei.
Desidero ricevere una parola regalata una sera in cui sono ubriaca d’amore. Ma non “ti amo”, quello oramai lo sanno dire tutti. Io vorrei che mi si dicesse “Giada, sogniamo insieme”. Perché da quando il mio migliore amico si è suicidato, io non so più cosa sia dormire la notte, figuriamoci sognare.

Allora donami di nuovo i sogni. Non i ricordi.

Desidero anche che tu mi possa far trovare un posto in cui nascondermi quando non ne posso più di un cazzo di nessuno. Che sia solo mio. In cui nessuno possa entrare. Proprio nessuno. In cui posso perdermi e ritrovarmi e poi perdermi ancora, sai Babbo mi sono fatta un salottino in camere mia, e li vorrei che fosse il mio posto speciale, come il giardino segreto. Ma li le persone possono entrare, ogni due secondi mio figlio mi chiama e non ho pace.

Che poi si sa, noi donne siamo impossibili, io tra l’altro sono la “migliore” in questo senso, e spesso do di matto. Ma vorrei un mio posto. Al mondo.

Vorrei silenzio e certe volte vorrei poter ballare a piedi nudi al buio. Anche coi tacchi, perché io non la voglio una vita sempre a rasoterra. Me ne fotto delle vesciche. Per quelle metto i cerotti, e anche se il cerotto non mi fa figa, io me ne fotto lo stesso. Voglio ballare sul tacco 10. Perché so di poterlo fare.
Donami la capacità di portare le mie rughe al meglio che posso. Io i filtri delle app non li so usare, certe volte sembro un manga giapponese per come vengo fuori. Sti cazzi, fammi postare foto senza star li a dire “sembro google Maps”.
Vorrei anche che mi ricaricassi di coraggio , perché per me quest’anno è stata dura, e io vorrei poter sorridere per sentirmi forte anche quando sono fragile e piango.
Fammi trovare una borsa, non importa la marca, può andare bene anche piccola ma che sia grande dentro e che contenga il mio tutto: Emozioni. Pianti. Paure. Salviette. Fazzoletti. Buon umore. Caramelle, pannolini, ciuccio, e pure una Marlboro rossa, perché senti… a me piace pure fumare ogni tanto, quando sono esaurita. E fammi fumare una cazzo di sigaretta, fregandomene se ho la minima a 110 o vado in fibrillazione. Prendo oramai la pastiglietta. E che sia finita. 

E poi infine, caro Babbo Natale, avrei un’ultima richiesta da farti.
Forse la più importante. Intanto la salute di mio figlio, che per me viene prima di ogni cosa. E la serenità di vederlo crescere e percorrere la sua strada.
E poi vorrei che per ogni donna sulla terra esista un uomo capace di essere tale.
Che non la picchi.
Che non la demandi.
Che non la opprima.
Che non la violenti.
Che non le rubi la vita. 
Che la rispetti, che non la sfrutti.

Non farmi più avere regali stantii o compleanni di merda. Non farmi avere più mezze seghe di maschi.
Buttali nel cesso quei maschi là. Perditeli con la slitta, fai una giacenza Sda. Dalli alle Poste. Ributtali su Aliexpress e le estensioni di controversie.

Io merito più di una chat di whatsApp, di più di un bracciale Pandora o di un anello che luccica.

Donami una vita che sappia d’amore e di rispetto. E che sia per sempre.” (cit.)

Grazie.

Giada

ps: se vedi il mio migliore amico Massimo, digli che dovunque lui sia ora, io lo so ancora sognare fino a lì, e gli voglio sempre bene.

 

VITAMINE NATURALI E VITAMINE SINTETICHE – sono la stessa cosa?

Vi invito a leggere un articolo davvero ben strutturato ed esauriente riguardante le vitamine.

Non avrei mai potuto scrivere un post sull’argomento (per ovvia carenza di informazione in merito) perciò ho deciso di linkarvelo, poiché l’ho trovato davvero completo e pertinente agli studi che sto svolgendo.

Molto spesso si tende ad essere superficiali nell’assumere integratori di qualsiasi natura. Nel mio caso, in passato, sono stata mossa dall’errata convinzione che “tanto male non facevano” e che se mi sentivo un pò giù, probabilmente ero scarsa di vitamina b, o ferro o quant’altro, e non conoscevo nemmeno le mie carenze né le avevo accertarte con specifici esami ematici.

In genere si ha la fatua convinzione di potersi sostituire alla diagnosi di un medico, di risolvere tutto con una pastiglia di questo o quel complesso vitaminico, ma non considerando che se si sta un pò “così” a volte, non è detto che manchi qualche cosa, ma soprattutto non è detto che la pastiglia di turno, presa alla leggera ma cronicamente, non possa portare ad una serie infinita di errori e di problemi a carico del proprio organismo.

Le vitamine non sono tutte uguali, l’assorbimento da parte del nostro organismo cambia quando entrano in gioco determinate condizioni, e la reazione è strettamente individuale.

Se ad esempio, fosse efficace combattere buona parte dei tumori attraverso l’assunzione massiccia di vitamine C o E, la lotta contro il cancro sarebbe già giunta alla fine da diversi anni. Invece purtroppo, non è cosi. Anzi, diversi studi hanno dimostrato il contrario. (Ve ne propongo uno svolto da alcuni ricercatori americani della Harvard Medical School che ha portato alla luce una realtà drammatica. Ossia l’incremento di cancro ai polmoni su soggetti fumatori che abusavano di integratori di vit. E:Abuso di integratori e cancro).

Non è facile districarsi tra gli urlatori, gli imbonitori, i medici competenti e la voglia di rimanere in salute. Però è sempre bene, prima di prendere qualsiasi pastiglia, informarsi e parlarne con il proprio medico.

Ecco l’articolo preso dal sito http://www.mangiaconsapevole.com

VITAMINE NATURALI VS VITAMINE SINTETICHE

Esso offre una buona ispirazione per andare oltre l’etichetta ed informarsi.

Buona lettura

 

 

 

5 CONSIGLI VELOCI PER ORGANIZZARE LA SPESA

Ok, ci siamo passati tutti: dobbiamo cucinare in base allo schema alimentare che abbiamo deciso di seguire ma in casa non abbiamo un solo ingrediente con cui farlo. PANICO. Magari è la mattina del lunedi e dobbiamo far la colazione prestabilita dalla dieta oppure siamo in prossimità dei pasti, stiamo morendo di fame, e nel frigorifero manca tutto!

Il “brillante” di turno vi dirà: “Eh, basta che vai a fare la spesa, compri quello che ti serve e risolto il problema!!”. Ma non sempre è cosi immediato aver le idee chiare. Anzi. E’ molto più facile buttarvi direttamente dentro il distributore degli snack al lavoro, o cercare il primo Mc che vi capiterà tiro, o mangiare scatolette o cibo spazzatura trovato in qualche angolo della dispensa! Mandando in malora tutto il vostro budget del mese destinato alla spesa. E i vostri buoni propositi.

Niente panico, tutto risolvibile. So quanto sia difficile far la spesa normalmente, o gestire un bilancio. Ma non è impossibile, se si inizia ad adottare un metodo.

Prima di risolvere la situazione in corsa, ossia pasteggiare con quel che si ha (e lo vedremo nei prossimi articoli), facciamo un passo indietro e poniamoci delle domande sulla predisposizione del nostro piano mensile o settimanale.

5 step veloci:

  1. SEGNATE COSA DOVETE COMPRARE

La nota positiva è che spesso -ma non sempre- si sa cosa comprare. O perchè si ha una dieta o perchè si segue un piano pasti settimale, alla fine si che nei prossimi giorni si dovranno tradurre in pasti le proposte del piano alimentare. Quindi sarà necessario scrivere la lista della spesa immaginando di comprare tutto da zero quello che dovranno costituire la vostra colazione, pranzo e cena. Fare una lista non è una passeggiata. Non siete soli, viene pensata in base  ai componenti della vostra famiglia, e si devono tenere conto anche delle quantità e consumi a persona. Ma dovete farla, e dovete segnare tutto. Anche il sale che userete, o le spezie, o l’acqua da bere. 

 

2. FATE l’INVENTARIO DI CIÒ CHE AVETE IN DISPENSA 

La lista deve tener conto di ciò che avete già, per comprare cose doppie. Ok che il sale lo consumiamo tutti sempre, ma comprarne due kg, quando in casa ne avete già uno… non giova al portafoglio e agli spazi in cucina. Quindi…in un foglio Excel iniziate a tenere un inventario della dispensa. Suddividetelo per categoria prodotto e quantità (esempio: frutta e verdura, uova e latte, farina, prodotti fa forno, zucchero e sale, acqua e bibite e così via) e aggiornatelo ogni settimana. Non sottovalutate questa attività e segnatevi anche le date di acquisto e scadenza. Risparmierete davvero molto ed eviterete sprechi. Saprete sempre cosa avete -o meno- a disposizione e potrete sfruttare tutto, risparmiando.

Se non avete dimestichezza con Excel,  niente paura, arrivano i vecchi metodi di una volta: segnate su un foglio a quadri le voci e con un post it o una calamita,  attaccatelo nell’anta interna della vostra dispensa. Ogni volta che la aprirete e userete qualcosa, basterà solo tirare una riga sopra.

 

3. PREDISPONETE UN BUDGET

Non abbiate timore di farlo e di dire la parola “budget”. Prevedere e decidere quanto potete spendere per fare la spesa è fondamentale. Il vostro budget varierà in base a dove vivete (vivere a Nord o a Sud, in una metropoli o in un paesino di provincia fa oscillare sensibilmente il prezzo dei prodotti), alla qualità del cibo che intendere acquistare, quante volte dovrete mangiare a casa o se porterete il cibo all’università o ufficio, in quanti sarete a mangiare quel pasto, dove acquisterete ecc.

Per mettere le cose in prospettiva, vi faccio qualche esempio: sono andata a vivere fuori Milano e i prezzi dei prodotti sono decisamente cambiati in base ai negozi e alla reperibilità  locale. E non sempre in meglio. Pertanto il mio budget a Milano era di tot… fuori Milano ha subito un “restyling”. Mercati diversi, supermercati low cost diversi.. e qualità cambiata.

Ho a disposizione circa 80/90 euro settimali in generi alimentari, siamo in due, e mediamente vado a fare la spesa circa 6 o 7 volte al mese. Pranzo fuori casa tutti i giorni. Prendo il pane fresco e le verdure almeno 3/4 volte a settimana. La spesa al super cerco di farla 4/5 volte al mese, e ultimamamente ho ripreso a fare qualche acquisto online. Ah, una postilla. Se come me, decidete di optare per la spesa online (che mondo magnifico) dovete tener presente per il vostro budget anche le spese di trasporto. Ad esempio Esselunga, sito dal quale mi rifornisco, prevede 7,90€ di contributo. Se decido quindi di fare 4 ordini mensili, 32 euro finirebbero solo sotto la voce “spese di trasporto”. Quindi, cerco di essere oculata e fare solo una o massimo due spese online, in cui generalmente acquisto le casse d’acqua. (Da sola, non potrei mai portare 24 bottiglie da due litri l’una… quindi reputo che quei 7,90€ siano decisamente ben investiti).

 

4. IMPARATE A CONSERVARE GLI ALIMENTI E/O CUCINARE

Ecco.. sembra una considerazione bizzarra, ma la scelta dei prodotti freschi piuttosto che conservati, la loro conservazione e le vostre abilità in cucina, incideranno molto sulla spesa. In base a loro, varieranno le volte in cui dovrete tornare al supermercato, lo spreco del cibo e quindi il suo riacquisto, e il vostro budget mensile.

Cercate di comprare in base al vostro stile di vita e le vostre capacità. Se vi piace il pesce fresco o la tartare o il sushi, ma poi una volta acquistate le materie prime, le riponete nel frigorifero scordandovele per giorni perché pranzate fuori o non sapete come cucinarle o non avete tempo.. capirete bene che dovrete riacquistare tutto di nuovo, con variabili di costo, tempo, stress.

 

5. NON ABBIATE FRETTA

Programmate la spesa quando avete davvero TEMPO. Quello sufficiente a non farvi ammazzare in cassa alla chiusura, e a non farvi prendere delle grandi sole in quelle drogherie così stilose in centro. Non vorrei essere davvero banale, ma le più grandi castronerie le ho realizzate quando ero di corsa e non avevo tempo per dare un’occhiata in più alla merce sugli scaffali. Acquisti impulsivi e non ragionati, negozi scelti perché erano di strada o gli unici aperti a quell’ora, offerte che non erano tali, date di scadenza non controllate, etichette non lette.. insomma quanti altri esempi potrei farvi, una marea. Non avevo tempo e ho perso risorse ed energie.

Fate la spesa in pausa pranzo o al mattino presto o in settimana. Non accalcatevi il fine settimana alle ore 17. Finirete per commettere sicuramente qualche errore dovuto allo stress e a spendere molto di più sforando il vostro piano.

GNOCCHETTI AI FIORI DI ZUCCA

Questa ricetta è storica. Segna la prima volta che ho iniziato a cucinare circa 10 anni fa. Me lo ricordo ancora. Preparai un grande pranzo e feci due bis di primi. Tortellini freschi al ragù e questi gnocchetti. Spazzolati.

Gli ingredienti sono furbi perché sono quasi tutti pronti -tranne i fiori di zucca- ma non escludo un domani di mettermi a fare io stessa la pasta fatta in casa e il pesto. Però per non avvelenare anima viva, ora lascio perdere…

Ricetta per chi va di fretta, non è pratico ai fornelli ma vuole far bella figura e desidera un primo gustosissimo.
Ingredienti per 4 persone:

16 fiori di zucca medi

800 gr di gnocchetti di patate (io li prendo al banco frigo)

60/70 gr di pesto (prendo al banco frigo)

Mezzo bicchiere di vino bianco (prosecco o quello che preferite)

Olio d’oliva extra vergine – circa 50 ml

Pinoli 4/5 cucchiaini abbondanti

Parmigiano – se vi piace

Sale
Procedimento:

Pulite i fiori di zucca staccando i filamenti esterni e tirando verso il basso.

Togliere i filamenti interni. Tenete presente che 8 fiori di zucca rimarranno interi mentre l’altra metà andrà spezzettata.

Alcuni dicono di non lavare i fiori, io invece li sciacquo velocemente e li tampono sulla carta assorbente, una volta lavati separo gli interi da quelli che andranno spezzettati.

Tagliare quindi 8 fiori a striscioline e toglietegli fondo e gambo.

In una padella scaldate 2/3 cucchiai di olio e fate rosolare i fiori interi (circa un minuto per lato) poi toglieteli dalla padella e metteteli da una parte.

Aggiungete al fondo di cottura della padella i fiori a striscioline, bagnate con il vino bianco e fatelo evaporare per un paio di minuti. Spegnete il fuoco e aggiungete il pesto, l’olio e se volete un paio di cucchiai di Parmigiano. Se il sugo è troppo denso allungatelo con due cucchiai d’acqua di cottura degli gnocchi.

Nel frattempo appunto lessate gli gnocchetti in acqua salata finchè non salgono a galla (di solito la cottura è di pochi minuti) scolateli e versateli nella padella con il condimento. Lasciateli mezzo minuto facendo attenzione a mescolare delicatamente perché tendono a spappolarsi e a fare un polpettone.

Alla fine unite i fiori interi e o pinoli (che potete tostare) e salate.

Servite e buon appetito 🙂

Ps: con questo sugo preparo anche i petti di pollo a striscioline. .. vengono buonissimi!

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